Corniglia

CORNIGLIA

Il paese, dall’aspetto più agricolo che marinaro, è l’unico le cui case non sono lambite dalle acque e sorge sulla sommità di un promontorio. Le colline circostanti sono anche qui coltivate a viti e ulivi ed è normale incontrare donne che vanno e vengono dai “cian” – i piani delle vigne – con cesti e fagotti sulla testa.
Il primo tratto di sentiero che porta a Vernazza è protetto da un alto muretto a secco che ripara dal sole e dal vento che a volte spira fortissimo dal mare: si snoda tra ulivi contorti e sale ancora alla sommità di alte colline coperte da lecci e pini marittimi. A metà cammino si può scendere al mare per un ripido sentiero appena tracciato che rivela la bella e solitaria spiaggia dì Guveno.
Secondo la tradizione popolare Corniglia ha origini romane. Si vuole infatti la gens Cornelia proprietaria di un fondo e produttrice di un vino rinomato già allora, tanto è vero che anfore vinarie con il nome di Cornelia sono state ritrovate a Pompei. La storia di Corniglia in epoca medievale è simile a quella degli altri borghi delle Cinque Terre. Il paese appartenne nell’ordine ai Fieschi, conti di Lavagna, in seguito ai signori di Carpena (antica podesteria nel golfo spezzino ) e poi al vescovo di Luni. La prima citazione di Corniglia in un documento è del 1211. Da documenti d’archivio si sa che esisteva un castello, del quale rimangono le tracce nelle mura del cimitero, occupato temporaneamente dai Pisani e restituito da costoro nel 1254. Nel 1254 il Papa Innocenzo IV, della famiglia dei Fieschi, il quale possedeva già dei territori nel golfo spezzino e mirava ad espandersi ulteriormente. Ma il Fieschi fu fermato dalla dalla Repubblica di Genova, che già dal 1211 aveva ottenuto la sottomissione di Corniglia e di Vernazza. Così da allora Corniglia seguì le sorti della Repubblica di Genova. Documenti dell’archivio di stato di Genova riportano che nel 1556 la Repubblica deliberò la costruzione di una rocca e di una cerchia muraria per difendere il borgo più volte saccheggiato “dagli infedeli e dai pirati”. Di tale rocca esistono i ruderi nella parte alta dell’abitato.

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